IL COMUNE SENSO DI ETERNITA’

 

      Di Piera Spannocchi

      (Corrado Tedeschi editore)

 

 

 

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INDICE

INTRODUZIONE

I. LA RICERCA DELLA FORZA SPIRITUALE

  •       Reazioni e compensazioni.
  •       La memoria e la fantasia.
  •       Il comune senso d’eternità
  •       L’isolamento controllato
  •       Nati per tendere alla Sua immagine e somiglianza
  •     L’umanità inizia da tre.

II. CLASSIFICAZIONE DEI TRAUMI

  •         La coazione a ripetere.
  •         Il formidabile istinto di conservazione.
  •         Le frustrazioni traumatiche
  •         L’espressione artistica
  •         La perdita di vitalità e gli attacchi di panico
  •         Gli strumenti del Sé.
  •         Il disturbo post traumatico da stress
  •         Il trauma morale
  •         Le esperienze traumatiche e la ricerca di un colpevole
  •         Esperienze di perdita
  •         Il senso di inadeguatezza.

III.  EVOLUZIONE E SENSO DI ETERNITA’

  •    Senso di eternità e patologia
  •         Attaccamento sicuro
  •         I sentimenti di fondo
  •         L’esaltazione speculare del senso di eternità.
  •    L’insorgere del senso di eternità
  •         La trasformazione
  •         Il senso di solidarietà 
  •         Volontariato e maternage.

IV  L’INSORGENZA TARDIVA DEI SINTOMI

  •         Osservazione di casi
  •    Fragilità e paura di castrazione
  •          Perdita di capacità critiche
  •          Il senso di appartenenza
  •    Il gruppo traumatizzato
  •    La responsabilità del gruppo
  •    La terapia di gruppo
  •          Gli eccessi di prudenza.  
  •    Meccanismi di difesa
  •    Sono nato in Russia senza occhiali      
  •    Nelle classi
  •    Nella vita                                

 V  LE REAZIONI VITALI AI TRAUMI MORALI

  •    Il senso di responsabilità e il senso di invincibilità.
  •          Paura e perdita di ideali
  •    Quale paradiso perduto?
  •          La sindrome eroica.
  •    Bullismo e ambizione
  •    Il gesto eroico
  •        L’elaborazione del senso di fine e l’abisso della disillusione.
  •         Il panico dell’iperprotetto
  •         L’istinto di sopravvivenza
  •         La centralità degli obiettivi interiori.
  •         Il bisogno di essere padroni di sé

 QUARTA DI COPERTINA

 Il libro affronta le origini del cambiamento d’umore e le reazioni ai traumi morali e meccanici.

Nei momenti di benessere non percepiamo differenza tra passato e futuro, tutto è condizionato dalla stabilità del presente  e influenzato dal senso di eternità. Questo stato ci permette  di affrontare con vitalità l’insinuarsi del senso di fine attraverso i fatti che inducono malinconia, senso di inadeguatezza e precarietà: lievi esperienze del senso di fine se ben correlate al senso di eternità  permettono di approfondire  valori esistenziali e la capacità di pensare.

Nelle esperienze traumatiche il senso di fine  può distruggere  il senso di eternità creando patologia  o produrre un confronto fra questi due  aspetti della vita  chiamando la persona  ad affrontare  una trasformazione  e vivere  con maggior autenticità la vita futura.

 La sequenza in cui vengono proposti tali argomenti risponde ad una logica interna che, alternando la riflessione teorica (capp.II e IV) all’osservazione storica e sociale(capp.I, III, V), vuole facilitare il percorso conoscitivo anche ai lettori non specializzati.

  Fatti della vita 

 “Avevo fatto l’ultima curva tirando al massimo, completamente piegato e quando la strada si riaprì davanti a me due macchine in fase di sorpasso la ingombravano completamente. Sarebbero bastati due metri in meno e non avrei potuto evitarle, ma ce la feci e il terrore provato accese la mia mente e mi portò ad accelerare scatenandomi in una serpentina sempre più veloce tra le due file di macchine.”  Aveva incontrato l’angoscia del senso di fine.

La sua mente si imponeva di sconfiggerla invocando il senso di eternità.

Il corpo spronato dal terrore a disporre di ogni risorsa, attiva il senso di invincibilità che accende le capacità e il coraggio di esercitarle senza freni inibitori.

Con la moto poteva evitare la sensazione di rimanere bloccato dal traffico, impedito nella sua volontà di scappare, obbligato a subire l’angoscia del senso di fine. Ogni condizione che non gli garantisse una via di fuga la percepiva come una trappola mortale. Prendere l’aereo era impensabile. In nessun modo avrebbe potuto far appello al senso di eternità e credere di dominare la realtà. Quella certezza era l’unico modo con cui arginava l’insorgere di attacchi  di panico. Condizioni umilianti subite avevano creato questa reazione.

Il trauma morale che attiva il Disturbo da Attacco di Panico nasce dall’impedimento mentale, imposto dall’umiliazione del Sé di appellarsi alle risorse del senso di eternità. Un impedimento che lascia sopraffatti dal senso di fine.Durante la terapia vediamo aumentare le occasioni  in cui la persona riscopre il senso di eternità ed esorcizza il senso di fine divenendo attivo.